-
KARIN VAN DER MOLEN, MESHWORK COME PRATICA. RI-TESSERE L’ARTE CONTEMPORANEA ATTRAVERSO UN FARE-CON: SITO, MATERIA E SIGNIFICATO
| di Elena Redaelli | La pratica di Karin van der Molen si muove con fluidità tra i linguaggi e le categorie dell’arte contemporanea. Tratta le definizioni come margini operativi, rimodellandole man mano che i significati emergono. La scultura può funzionare come un ecosistema, l’installazione può accogliere incontri, e i materiali agiscono come co-agenti attivi, con un proprio ritmo, una propria resistenza e con richieste ben precise. Ciò che emerge dalla fenomenologia del suo percorso non è una forma riconoscibile e unica, ma un metodo: un impegno costante nel fare-con. Con altre persone, con luoghi specifici, con i materiali e con i significati stratificati che i luoghi portano con sé…


