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IL TESSILE COME ARCHIVIO VIVENTE
| di Eleonora Giglione | Quando si affronta la conservabilità del tessile emerge spesso un pregiudizio: che una stoffa, per natura biodegradabile, non possa durare quanto materiali “resistenti” come marmo o bronzo. L’idea nasce da un dato reale: la maggior parte dei tessuti antichi non è sopravvissuta perché organismi, luce, umidità e ossidazione li degradano più rapidamente della pietra. Tuttavia la storia materiale dimostra che, in condizioni favorevoli, i manufatti tessili possono conservarsi per millenni e offrire dati analitici comparabili a quelli di un sarcofago o di un rilievo. Il Tarkhan Dress, abito di lino rinvenuto in Egitto e datato tra il 3482 e il 3102 a.C., conservato al Petrie…


