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ECOLOGIA INTERIORE: LA MOSTRA DI GIULIA SPERNAZZA A ROMA

Il 18 ottobre la Galleria d’arte FABER inaugura Ecologia Interiore, la nuova esposizione di Giulia Spernazza, a cura di Cristian Porretta, un progetto che segna una svolta nella ricerca dell’artista pur nella continuità di una pratica coerente e riconoscibile.

Al centro del lavoro vi è l’idea che la distinzione tra ambiente interno ed esterno sia un’illusione mentale, poiché ciò che accade dentro di noi inevitabilmente si riflette fuori, e la qualità della vita dipende dal grado di sostenibilità dei nostri pensieri. Su questa visione si fonda un percorso in cui la materia, oscillando tra bidimensionalità e tridimensionalità, diventa metafora di un viaggio catartico in cui liquido e solido, chiaro e scuro, purezza e impurità si alternano in un dialogo fluido tra interiorità ed esteriorità.

Hangs 2024 Giulia-Spernazza

L’atto creativo diviene così come una bonifica interiore che conduce a un rinnovato rispetto per gli altri e per l’ambiente circostante. La tensione introspettiva che da sempre contraddistingue la poetica di Spernazza si traduce in questa mostra in un linguaggio che attraversa lo stato di caos di una mente satura di inquinanti, capace di corrompere lo spazio intimo fino a contaminare quello esterno. Inserendo nei lavori dati del reale, l’artista rende visibile questa correlazione e affida alla materia e al colore un processo di purificazione: elementi idraulici incorporati nelle superfici diventano canali da cui sgorgano fili e fibre tessili, i cui mutamenti tonali alludono a diversi gradi di impurità. Le opere, spesso articolate in trittici installativi, raccontano un ciclo vitale fatto di trasformazioni e contrasti, tra opacità e limpidezza, corruzione e rinnovamento, fino a lasciare che le fibre progressivamente diventino bianche, segno tangibile di una rigenerazione interiore in atto.

L’allestimento, dominato da un approccio installativo che privilegia il confronto con lo spazio, conferma la cifra minimalista dell’artista, dove i vuoti assumono un ruolo decisivo nel potenziare la presenza materica. Il percorso espositivo alterna momenti lirici e tensioni drammatiche, offrendo all’osservatore la possibilità di smarrirsi e rinascere.

7×5 locandina ECOLOGIA-INTERIORE

A completare il progetto, la proiezione del video Bleach di Maya Grassa, giovane videoartista che ha sviluppato un lavoro ispirato al concept di Ecologia Interiore, rafforzando la riflessione sulla necessità di una paziente e talvolta tormentata costruzione di un equilibrio tra mondo interno ed esterno.

La mostra è visitabile fino al 6 dicembre 2025 alla Galleria FABER, via dei Banchi Vecchi 31, Roma.

Giulia Spernazza è nata a Roma nel 1979. Ha conseguito il Diploma in Decorazione presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma. Nel corso degli anni il suo lavoro è stato riconosciuto con numerosi premi. Nel 2023 ha ricevuto il Premio Spaziottantotto srl a The Others Art Fair e il Premio mostra Palazzo Oldofredi Tadini Botti a Torre Pallavicina (BG) nell’ambito della settima edizione dell’Arteam Cup. Già nel 2019 era stata premiata all’Arteam Cup Prize presso il MuSa, Museo di Salò. Nel 2014 ha vinto l’Adrenalina 3.0 Prize a Roma, mentre nel 2013 ha ricevuto un riconoscimento al Michetti Prize presso il Museo Michetti di Francavilla al Mare.

Le sue mostre personali delineano un percorso coerente ed in continua evoluzione. Nel 2024 ha presentato exVUOTO, a cura di Cristian Porretta, al MUPA Palazzo Multimediale di Ginosa (Ta). L’anno precedente, nel 2023, ha esposto Qualcosa di familiare, a cura di Maila Buglioni, presso Spazio sei a Pescara, e Frammenti, con Koro Ihara e a cura di Cristian Porretta, alla galleria d’arte FABER di Roma. Nel 2022 ha presentato Tra il visibile e l’interiore, a cura di M. Bandini ed E. Bottazzi, al Museo Diocesano di Caltagirone, e MUTEVOLE, a cura di Barbara Pavan, alla F’Art Art Gallery de L’Aquila. Nel 2021 ha esposto Vulnerabile, a cura di Cristian Porretta, presso la galleria d’arte FABER a Roma. Nel 2020 ha realizzato due mostre: Strati d’animo, a cura di Anna Lisa Ghirardi, al MuSa (Museo di Salò), e Memories to preserve, a cura di Barbara Pavan e Susanna Cati, presso SCD Textile & Art a Perugia. Già nel 2018 aveva presentato natura pura, ancora una volta a cura di Cristian Porretta, alla galleria d’arte FABER di Roma.

Il suo lavoro è stato inoltre incluso in diverse importanti mostre collettive e progetti collaborativi. Nel 2024 ha partecipato alla settima edizione di Contextile, Contemporary Textile Art Biennial in Portogallo, così come a Books As Art, i libri, le Artiste, a cura di S. Campus e P. Cortese al MUACC di Cagliari, e alla II Biennale Internazionale di Fiber Art Contemporanea, a cura di B. Pavan presso il Museo del Tessile di Valtopina. Nel 2023 ha preso parte a The Others Art Fair a Torino, a Book as Art a cura di Paolo Cortese presso Gramma_Epsilon ad Atene, e a Faberstorming, parte del 25WTA World Textile Art e curata da Barbara Pavan all’ex Università di Bergamo. Nello stesso anno ha partecipato a Naturali ConversAzioni, a cura di Matteo Galbiati, presso Palazzo Oldofredi Tadini Botti a Bergamo, al Luigi Candiani Prize presso Spazio Arte Contemporanea a Robecchetto con Induno (Milano), al Contemporary Prize a Palazzo Ducale di Tagliacozzo, e a Essenziale, in collaborazione con Paratissima presso la Fondazione Amleto Bertoni a Saluzzo. Sempre nel 2023 ha preso parte a Piano B presso la Galleria d’Arte Cartavetra a Firenze. Nel 2022 ha esposto in The Soft Revolution, parte del 25 World Textile Art, a cura di Barbara Pavan, presso il Museo Tessile di Busto Arsizio. Nel 2021 la sua ricerca ha preso forma in installazioni site-specific come Terrapromessa, a cura di Barbara Pavan per il Festival IlluminAmatrice, e un’altra installazione per Todi Open Doors, a cura di Barbara Pavan e Matteo Pacini.