PARNASSUS DI LETIA – LETIZIA CARIELLO ALLA GAM DI MILANO
Fino al 5 luglio 2026 la GAM Galleria d’Arte Moderna ospita nella storica Sala del Parnaso Παρνασσός Parnassus, nuova installazione site-specific di LETIA – Letizia Cariello. Il progetto segna la prima presentazione museale pubblica a Milano del lavoro dell’artista, che proprio nel capoluogo lombardo vive e lavora dagli anni della formazione.

L’intervento si sviluppa come una grande architettura leggera in alluminio dorato: una struttura aperta, attraversabile visivamente da ogni lato, pensata per instaurare un dialogo continuo con l’ambiente neoclassico della sala e con il giardino visibile dalle finestre della villa. Più che una scultura autonoma, l’opera si configura come uno spazio mentale e percettivo, sospeso tra dimensione domestica e costruzione simbolica.

La ricerca di Cariello ruota da anni attorno ai temi del tempo, dell’energia e della relazione tra spazio interiore e spazio fisico. In Παρνασσός Parnassus questi elementi convergono in un dispositivo ambientale che invita il visitatore a modificare costantemente il proprio punto di vista. La trasparenza della struttura e la leggerezza dell’impianto diventano strumenti per riflettere sulla possibilità di “rendere visibile” il tempo attraverso materia, luce e movimento.

All’interno dell’installazione trovano posto alcuni elementi ricorrenti nel linguaggio dell’artista: calendari rotanti montati su telai circolari e un globo sospeso realizzato con carta serigrafata e rose essiccate provenienti dal giardino della GAM. Quest’ultimo, costruito con sottili centine lignee e completato da una grande nappa pendente, introduce una tensione visiva tra ordine geometrico e deviazione organica.
L’opera nasce inoltre in stretta relazione con la Sala del Parnaso, dominata dall’affresco realizzato nel 1811 da Andrea Appiani, ultima testimonianza dell’artista milanese. Il dipinto, dedicato ad Apollo e alle Muse sul Monte Parnaso, rappresenta uno dei vertici del Neoclassicismo italiano e diventa qui interlocutore diretto dell’installazione contemporanea. Cariello recupera anche l’origine etimologica del termine “Parnaso”, collegandolo all’antica radice anatolica parna, “casa” o “dimora”: un riferimento che rafforza l’idea dell’opera come spazio abitabile e attraversamento mentale.

Un ruolo centrale è affidato anche alla musica, presenza costante nella pratica dell’artista. Il 21 maggio la Sala del Parnaso accoglierà infatti un concerto realizzato da Le Dimore del Quartetto, concepito non come evento collaterale ma come estensione dell’installazione stessa. I musicisti eseguiranno due set aperti al pubblico, permettendo ai visitatori di muoversi liberamente nello spazio mentre suono e architettura ridefiniscono la percezione dell’opera. Il programma musicale metterà in relazione riferimenti neoclassici e riflessioni contemporanee sul tempo e sull’infinito, accostando pagine di Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven alla dimensione immersiva dell’installazione. In questo modo, Παρνασσός Parnassus amplia la propria natura di ambiente esperienziale, trasformando la sala in una sorta di “camera di risonanza” in cui percezione visiva, memoria e ascolto convivono.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato Silvana Editoriale, con contributi critici dedicati alla ricerca dell’artista e al rapporto tra opera, architettura e spazio museale. Orari di apertura dal martedì a domenica dalle 10.00 alle 17.30. Informazioni www.gam-milano.com


