NORDIC TEXTILE TAKEOVER
Lo scorso weekend, The Scandinavian House, in collaborazione con il New York Textile Month, ha ospitato la seconda edizione di NORDIC TEXTILE TAKEOVER, un articolato programma che ha unito mostra, incontri e laboratori dedicati al tessile nordico contemporaneo. All’interno della galleria della Scandinavian House, il pubblico ha potuto partecipare a talk con artisti, visite guidate dai curatori, un ricevimento e workshop pratici, con un’attenzione particolare ai lavori dei neo-diplomati in arti tessili della Textilhögskolan di Borås.
Il New York Textile Month (NYTM) è il festival annuale diffuso in tutta la città che celebra il tessile in tutte le sue declinazioni. Ogni settembre propone un ricco calendario di eventi, promuovendo il dialogo tra designer, artigiani, studiosi e professionisti del settore e coinvolgendo al contempo il pubblico nella riscoperta del valore culturale e materiale del tessile nella vita contemporanea. NORDIC TEXTILE TAKEOVER è un progetto di collaborazione internazionale co-curato da Ragna Froda (ISL/US), direttrice del New York Textile Month, ed Emily Stoddart (CA), responsabile delle mostre e dei programmi comunitari della Scandinavian House, New York, con il sostegno dell’Icelandic Craft Council.

Gli artisti invitati a partecipare a questa edizione sono stati: Randi Samsonsen (Isole Fær Øer), Isabel Berglund (Danimarca), Álfrún Pálmadóttir (Islanda), Ása Bríet (Islanda), Ásta Gudmundsdottir (Islanda), Kamilla Kuszon (Danimarca), Astrid Brøndgaard Jensen (Danimarca), Ýr Jóhannsdóttir (Islanda), Högna Sól Thorkelsdóttir (Islanda), Olivia Maj Ballentyne (Svezia), Halla Ármansdottir (Islanda), Juha Vehmaanperä (Finlandia), Kiyoshi Yamamoto (Norvegia), Karlssonwilker, Inc. (Islanda/New York), Hildur Hákonardóttir (Islanda), Sigrún Hlín Sigurðardóttir (Islanda).
La mostra Interwoven curata da Ragna Froda takes as its starting pointprende avvio dall’opera in lana lavorata a maglia del 1971 di Hildur Hákonardóttir, Red Thread (Knotted Breasts), per tracciare un percorso attraverso l’evoluzione dell’arte tessile nordica negli ultimi decenni. Se negli anni ’70 e ’80 maglia e uncinetto erano strettamente legati alla pratica femminista e all’espressione politica, oggi questi linguaggi conservano una forte risonanza sociale e culturale, aprendosi al contempo all’innovazione dei materiali e a pratiche orientate alla sostenibilità. Da secoli parte integrante del tessuto culturale nordico, maglia e uncinetto furono in passato competenze essenziali per affrontare i lunghi inverni e ancora oggi vengono insegnate sin dall’infanzia e preservate come tradizioni identitarie. Con l’affermarsi della fiber art, tali tecniche hanno oltrepassato i confini domestici per conquistare lo spazio dell’arte, mettendo in discussione gerarchie consolidate e aprendo nuove possibilità di narrazione, resistenza e sperimentazione.

Gli artisti e designer contemporanei raccolgono questa eredità portandola oltre: esplorano forme, strutture e superfici, talvolta mantenendo vive le tecniche tradizionali, altre volte spingendosi verso soluzioni inedite. I materiali utilizzati spaziano da filati riciclati a fibre non convenzionali come crine di cavallo o alghe provenienti dalle acque nordiche. L’esposizione testimonia così come arte e design possano coesistere, trasformando maglia e uncinetto da semplici archivi tattili della memoria culturale in strumenti di ricerca, innovazione e sostenibilità. Interwoven evidenzia i fili che collegano passato e presente, dimostrando come ogni intreccio e ogni nodo sappiano restituire riflessioni sociali, ambientali e materiali — raccontando l’evoluzione delle pratiche tessili nordiche dalle radici politiche e femministe fino alle esplorazioni contemporanee della creatività, della sostenibilità e dell’immaginazione.



