CERTAIN RESTRICTIONS DO APPLY: CAROLYN MAZLOOMI E SHARON KERRY-HARLAN ALLA CLAIRE OLIVER GALLERY
La Claire Oliver Gallery presenta Certain Restrictions Do Apply, una mostra tessile di particolare rilevanza che riunisce nuove opere di Carolyn Mazloomi e Sharon Kerry-Harlan, due figure centrali nella ridefinizione del quilt e dell’arte tessile come pratiche concettuali, narrative e politicamente consapevoli. L’esposizione, visitabile dal 9 gennaio al 7 marzo 2026, inaugura il programma espositivo della galleria per il 2026 e propone nove lavori inediti, segnando la prima presentazione congiunta delle due artiste a New York.

Il progetto espositivo si fonda su una relazione personale e professionale che attraversa diversi decenni. Mazloomi e Kerry-Harlan, pur operando attraverso linguaggi e strategie formali differenti, condividono un approccio comune alla fibra come dispositivo narrativo e strumento di indagine storica. Le loro opere attingono alle storie dei pionieri afroamericani, alla memoria collettiva e alle genealogie culturali, ampliando radicalmente il campo semantico del quilt, sottraendolo a una lettura riduttiva come pratica domestica o artigianato femminile e riaffermandolo come spazio di riflessione critica e affermazione identitaria.
All’interno di Certain Restrictions Do Apply, il tessile diventa un luogo di stratificazione simbolica in cui si intrecciano questioni di razza, appartenenza, trasmissione culturale e costruzione della memoria. Come sottolinea Carolyn Mazloomi, il quilt è portatore di una dimensione profondamente umana: incorpora il tempo, il lavoro e il contatto fisico, fungendo da archivio materiale di vite e storie spesso marginalizzate. Le figure e le narrazioni che emergono dai suoi lavori non sono semplicemente rappresentate, ma letteralmente cucite nella struttura dell’opera, rendendo il tessuto un veicolo di testimonianza.

Sharon Kerry-Harlan affronta il tema della memoria come processo non lineare e stratificato. Attraverso l’uso del tessuto, ella costruisce superfici capaci di trattenere echi del passato – familiari, culturali, ancestrali – lasciando al contempo spazio alla trasformazione e alla rilettura. Le sue opere si configurano come luoghi di passaggio, in cui ciò che deve essere conservato dialoga con la possibilità del cambiamento.
La pratica di Mazloomi si distingue per un forte radicamento nella storia del tessile e per un impegno costante nella documentazione sociale e nell’attivismo culturale. Fondatrice dell’African American Quilt Guild of Los Angeles e del Women of Color Quilters Network, nonché autrice di numerose pubblicazioni fondamentali, l’artista ha contribuito in modo decisivo al riconoscimento del quilt come forma d’arte contemporanea legittimata all’interno del discorso istituzionale. Kerry-Harlan, dal canto suo, sviluppa una ricerca materica originale, caratterizzata da superfici tinte con la ruggine, da un linguaggio decorativo sofisticato e dall’impiego di tessuti trovati, che danno origine a composizioni in cui convivono dimensione ancestrale e sensibilità urbana.

Come osserva Claire Oliver, fondatrice della galleria, Mazloomi e Kerry-Harlan sono oggi tra le voci più significative dell’arte tessile narrativa. La mostra non celebra soltanto le loro rispettive traiettorie individuali, ma rende visibile il dialogo creativo, la fiducia reciproca e il rispetto artistico che hanno alimentato nel tempo le loro pratiche. La loro collaborazione, fondata su uno scambio continuo di idee e sostegno, amplifica la forza delle opere presentate e conferisce a questa prima esposizione congiunta a New York un valore storico particolare.
Nel loro insieme, i lavori in mostra sono un campo relazionale complesso: un dialogo che si sviluppa tra opera e osservatore, ma anche tra due artiste che hanno saputo influenzarsi reciprocamente, riconoscere i rispettivi percorsi e rimanere unite da una finalità condivisa. Attraverso il linguaggio del tessuto cucito e costruito, Certain Restrictions Do Apply afferma il potere dell’arte come strumento di conservazione della memoria, di riaffermazione dell’identità e di resistenza culturale.
CHI È CAROLYN MAZLOOMI
Carolyn Mazloomi, che vive e lavora a West Chester, Ohio, è un’artista, curatrice e scrittrice. La sua pratica è profondamente radicata nella tradizione del quilting e utilizza il tessile — materiale al tempo stesso personale e metaforico — come strumento per raccontare le storie di individui che hanno contribuito in modo significativo alla giustizia sociale e di eventi cruciali che hanno plasmato la storia degli Stati Uniti. È fondatrice dell’African American Quilt Guild of Los Angeles e del Women of Color Quilters Network, ed è membro del consiglio direttivo dello Studio Art Quilt Associates e dell’Alliance for American Quilters.

Nel corso della sua carriera, Mazloomi ha realizzato mostre personali in istituzioni e gallerie di tutto il Paese, tra cui il Los Angeles Folk Art Museum, Los Angeles, CA; Kenyon College, Gambier, OH; Kent State University, Kent, OH; Malcom Brown Gallery, Shaker Heights, OH; University of Michigan, Institute for Research on Women and Gender, Ann Arbor, MI; e il Quilters Hall of Fame, Marion, IN.
Le opere di Mazloomi fanno parte di importanti collezioni pubbliche, tra cui l’American Folk Art Museum, New York, NY; il Birmingham Civil Rights Institute, Birmingham, AL; il Cincinnati Art Museum, Cincinnati, OH; la Cleveland Public Library, Cleveland, OH; il Museum of Fine Art, Boston, MA; l’Indianapolis Museum of Art, Indianapolis, IN; il Museum of Art and Design, New York, NY; il National Civil Rights Museum, Memphis, TN; il National Endowment for the Arts, Washington, D.C.; il Quilters Hall of Fame Museum, Madison, IN; lo Smithsonian American Art Museum e lo Smithsonian Museum of African American Culture and History, Washington, D.C., tra gli altri. È autrice di numerosi volumi e ha pubblicato più recentemente Visioning Human Rights in the New Millennium (2019), Yours for Race and Country: Reflections on the Life of Colonel Charles Young (2019), We Who Believe in Freedom (2020), We Are the Story: A Visual Response to Racism (2021) e Black Pioneers: Legacy in the American West (2022).

CHI È SHARON KERRY-HARLAN
Sharon Kerry-Harlan (nata nel 1951 a Miami, FL) è un’artista visiva che vive e lavora tra Wauwatosa, Wisconsin, e Hollywood, Florida. Cresciuta in una famiglia di artisti, ha appreso le tecniche del quilting dalla madre e i principi del design e dell’astrazione dallo zio, artista e designer. Integra tecniche tradizionali del quilt con approcci contemporanei alla manipolazione del tessuto, dando vita alle sue caratteristiche opere tessili monocrome di grande formato, tinte con la ruggine, per le quali è ampiamente riconosciuta.
Il lavoro tessile di Kerry-Harlan, insieme ai collage in tecnica mista, ai dipinti e agli oggetti figurativi – come le bambole Black Eyed Pea – è profondamente influenzato dalle questioni di razza, dalla storia e dal contesto socio-politico. La sua pratica artistica si concentra sulla progettazione autonoma di pattern e tessuti, talvolta integrando materiali trovati o ereditati in composizioni che bilanciano forme geometriche, elementi figurativi e pattern complessi. Ispirata dalla sua eredità della diaspora africana, dal ritmo della vita metropolitana contemporanea e dall’interazione tra narrazioni storiche ed eventi attuali, Kerry-Harlan si pone come custode e interprete di informazioni e memorie, costruendo narrazioni visive capaci di restituire prospettive molteplici. Le sue opere superano i confini temporali, attivando un dialogo continuo tra passato e presente.

Sharon Kerry-Harlan ha conseguito un BA presso la Marquette University e ha studiato arte al Milwaukee Institute of Art and Design, entrambi a Milwaukee, Wisconsin. Le sue opere fanno parte della collezione permanente dello Smithsonian American Art Museum e sono state esposte in numerose istituzioni nazionali e internazionali, tra cui l’Harn Museum (Gainesville, FL), il Racine Art Museum (Racine, WI), l’Erie Art Museum (Erie, PA), il National Afro-American Museum and Cultural Center (Wilberforce, OH) e il California State Museum (Sacramento, CA), tra le altre.
LA CLAIRE OLIVER GALLERY
Claire Oliver Gallery ha sede a Central Harlem, New York in una brownstone su quattro livelli. Da quasi venticinque anni, la galleria presenta e valorizza pratiche artistiche che mettono in discussione e superano il canone storico-artistico tradizionale, con un’attenzione particolare alle opere di donne e di artisti e artiste di colore. Il programma espositivo, orientato alla ricerca e sostenuto da un impegno esclusivo nel mercato primario, consente un lavoro approfondito che ha accompagnato e sviluppato nel tempo le carriere degli artisti rappresentati.
Molti degli artisti della galleria hanno partecipato alla Biennale di Venezia, alla Whitney Biennial e alle biennali di Sydney, Pittsburgh e Lione, ed hanno esposto in importanti musei internazionali, tra cui lo Smithsonian American Art Museum, The Art Institute of Chicago, il Centre Georges Pompidou, il Philadelphia Museum of Art e il Los Angeles County Museum of Art, tra gli altri. Le opere degli artisti della Claire Oliver Gallery sono inoltre presenti nelle collezioni permanenti di numerosi musei di rilievo mondiale, tra cui lo Smithsonian American Art Museum, The Art Institute of Chicago, Tate Britain, The Metropolitan Museum of Art, The State Hermitage Museum, il MoMA e il Museum of Arts and Design.
La Claire Oliver Gallery ha ospitato la prima mostra negli Stati Uniti del collettivo russo AES+F, il cui lavoro ha successivamente rappresentato due volte la Russia nel padiglione nazionale alla Biennale di Venezia. Gli artisti della galleria hanno inoltre ricevuto prestigiose borse di studio e riconoscimenti, tra cui Fulbright, Guggenheim, USArtist e National Endowment for the Arts.
La Claire Oliver Gallery è al 2288 di Adam Clayton Powell Jr. Boulevard di New York, NY. Info
www.claireoliver.com. La galleria è visitabile dal martedì al sabato, dalle 11 alle 18.


