LANGUE MATERNELLE, TISSER L’IMMATÉRIEL: TESSITURA, LINGUA E MEMORIA NELLA MOSTRA DI MARA DI GIAMMATTEO A BOLOGNA
Dal 5 al 14 febbraio 2026 Les Libellules Studio presenta a Bologna la mostra personale di Mara Di Giammatteo Langue Maternelle, tisser l’immatériel, all’interno della programmazione ufficiale del Comune di Bologna e di Arte Fiera, inserita nel cartellone di Art City e Art City White Night. L’inaugurazione avrà luogo giovedì 5 febbraio 2026 alle ore 16:30 presso lo spazio espositivo di Les Libellules Studio, in via San Vitale 40/2.

Il progetto espositivo nasce da una riflessione profonda sul rapporto tra lingua, memoria e tessitura, e prende forma attraverso un’installazione a parete composta da trentasei cuscini, ciascuno delle dimensioni di 50 × 50 cm. Gli elementi sono realizzati a partire da un’antica tela di canapa tessuta a mano, originaria della pianura bolognese, e ricamati con parole e frasi in lingue antiche italiane, francesi e inglesi. Si tratta di idiomi legati ai luoghi in cui l’artista ha vissuto e condotto la propria ricerca, raccogliendo proverbi, detti popolari, canti e suoni oggi in gran parte dimenticati, che restituiscono una memoria del tempo scandita dal lavoro al telaio.

All’interno dell’installazione emergono canti di antichi tessitori gaelici e proverbi delle nonne emiliane e romagnole, che affidavano ai movimenti della navetta o al modo in cui si dipanavano gli intrecci sulla tela forme di sapere oracolare legate alla vita e al tempo. La ricerca presentata in occasione di Art City è estratta da una più ampia serie di lavori intitolata Langue Maternelle, tisser l’immatériel, nella quale Mara Di Giammatteo indaga la lingua madre come elemento fondativo della cultura e dell’identità individuale e collettiva, riconoscendole il valore di patrimonio culturale essenziale per l’intera umanità.
Il progetto pone interrogativi centrali sul significato del comprendere e del parlare la propria lingua madre e su come, attraverso il linguaggio verbale, orale e scritto, sia possibile trasportare nel tempo la risonanza dell’esperienza umana mediante codici e segni linguistici. In un contesto storico segnato da un crescente rischio di estinzione culturale, la lingua diventa veicolo fragile ma imprescindibile di memoria, conoscenza e relazione con il mondo. Ogni cuscino racconta, attraverso le parole cucite sulla superficie tessile, il rapporto tra il termine e i processi di trasmissione orale e scritta del linguaggio di appartenenza.

L’effetto complessivo dell’installazione è quello di un ambiente immersivo che invita il pubblico a entrare in una sorta di stanza del suono, o più precisamente del silenzio. L’artista richiama le sale di registrazione musicali ovattate, trasformandole in uno spazio costruito attraverso superfici tessili e parole da leggere, dove il linguaggio verbale e quello tessile si intrecciano in un’esperienza di ascolto visivo e concettuale.
Attraverso l’annotazione e l’azione lenta del ricamo della parola sulla tela, Di Giammatteo esplora il rapporto etimologico e fonetico tra suono e significato, mettendo in evidenza come le parole si formino nel tempo attraverso stratificazioni linguistiche e continue contaminazioni di vita tra popoli e culture differenti. In questa prospettiva, la perdita di una lingua madre non comporta soltanto la scomparsa di un patrimonio culturale, ma implica anche la perdita di una possibilità specifica e unica di comunicare, condividere informazioni e trasmettere conoscenze. Le lingue madri possiedono inoltre un valore simbolico e spirituale per le comunità che le parlano, e la loro estinzione può incidere negativamente sulla salute mentale e sulla qualità della vita delle persone.

La mostra Langue Maternelle, tisser l’immatériel nella sua forma completa è stata selezionata nel 2024 per Résonance, 17ª Biennale d’art contemporain de Lyon, a cura di Isabelle Bertolotti, e presentata a Bruxelles nella mostra personale Rapsodikòs presso il Palazzo della Regione Abruzzo.
L’esposizione a Bologna sarà visitabile a partire dall’inaugurazione del 5 febbraio 2026 dalle ore 16:30 alle 19:30; il giorno successivo, venerdì 6 febbraio, lo spazio sarà aperto dalle 9:30 alle 14:30 e dalle 16:30 alle 19:30. Sabato 7 febbraio, in occasione di Art City White Night, la mostra resterà aperta dalle 16:30 fino alle 24:00, mentre domenica 8 febbraio l’orario di visita sarà dalle 16:30 alle 19:30. Dal 9 al 14 febbraio l’apertura sarà prevista esclusivamente nelle ore mattutine, dalle 9:30 alle 14:30.

Mara Di Giammatteo, nata nel 1973, è artista visiva e tessile. Laureata in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha completato la propria formazione in tessitura ad arazzo e tinture naturali presso il Museo delle Genti d’Abruzzo, la Fondazione Lisio di Firenze e l’Associazione M.E. Salice di Milano. È docente di Pittura, Tessitura e Tintura Naturale per istituzioni culturali, museali e per il Ministero dell’Istruzione. Espone in Italia e all’estero e collabora con gallerie quali Le Studio Art Gallery di Lione, Bautarte Gallery di Montorio al Vomano e Les Libellules Studio di Bologna. Vincitrice del bando Culture Moves Europe 2022–23 con il Goethe-Institut e la Comunità Europea, è attualmente impegnata in progetti di residenze artistiche tra Italia e Belgio. Nel 2024 è stata selezionata per Résonance – 17° Biennale d’art contemporain de Lyon e per Il femminile nell’arte presso l’Accademia d’Ungheria in Roma come una delle eccellenze italiane nella tessitura ad arazzo contemporanea. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.
Les Libellules Studio è uno spazio creativo con sede a Bologna, attivo dal 2010. Nato come laboratorio sartoriale dedicato alla realizzazione di costumi per l’arte visiva e capi su misura per l’Haute Couture, negli ultimi anni ha orientato la propria attività verso la progettazione di installazioni artistiche per vetrine e ambienti scenografici. L’artigianalità rappresenta il valore fondante del suo approccio, considerata essenziale quanto il concept. L’eterogeneità del team consente di offrire servizi personalizzati attraverso tecniche di lavorazione diversificate, mantenendo elevati standard di qualità e competenza. Lo spazio ospita regolarmente mostre e sostiene artisti emergenti.


