Mostre

KĖDAINIAI INAUGURA LA SUA PRIMA TRIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE CONTEMPORANEA: «DIALOGUES»

| di Violeta Jocienė |

È arte… o soltanto una merce? Che cos’è casa mia e perché lo è? I politici hanno il diritto di rifiutare il dialogo? Quando è difficile trovare il coraggio… e qual è il codice genetico del design?

Sono domande sospese tra arazzi, serpeggianti sui pavimenti, illuminate sulle pareti con solennità o adagiate silenziosamente su piccole mensole al Janina Monkutė-Marks Museum-Gallery di Kėdainiai, in Lituania. Qui, attraverso opere che spaziano tra tecniche e linguaggi espressivi molto diversi, prende forma una moltitudine di interrogativi, risposte e dialoghi, con il debutto della triennale internazionale di arte contemporanea «Dialogues», che inaugura il 23 ottobre 2026. In sintonia con l’aspirazione dell’artista e mecenate Janina Monkutė-Marks a rendere l’arte di qualità accessibile anche al di fuori delle élite metropolitane, e inserita nel programma di «Kėdainiai – Capitale culturale della Lituania 2026», la triennale ha raccolto oltre 150 candidature di artisti provenienti dalla Lituania e da tutto il mondo. Ne nasce una partitura polifonica di arte contemporanea di alto livello, concepita come un invito al confronto e al dialogo culturale.

Dialogai Dialogues JMM 2000×2000 px

L’ideatrice del progetto, l’artista tessile e direttrice del museo-galleria Asta Fedaravičiūtė-Jasiūnė, insieme a una giuria internazionale, ha selezionato 76 artisti lituani e internazionali, tra cui sei invitati. Con l’intento di coinvolgere il pubblico in un’esplorazione della memoria e delle diverse condizioni dell’esistenza, della natura e dell’ecologia, della storia, dell’identità etnica e delle questioni sociali, la rassegna riunisce 41 artisti lituani – tra cui J. Monkutė-Marks e due artisti di Kėdainiai – e 36 artisti provenienti da 14 Paesi. Le loro opere arrivano a Kėdainiai da luoghi lontani come il Canada, il Messico, il Giappone e la Corea del Sud, ma anche da diversi Paesi europei, tra cui Danimarca, Estonia, Italia, Lettonia, Polonia, Francia, Romania, Finlandia, Ungheria e Germania.

La varietà delle opere è straordinaria e comprende pittura, grafica, arte tessile, scultura, oggetti e installazioni. Anche le dimensioni sono molto diverse: si va da lavori di appena 10 centimetri a opere che raggiungono i 5 m². È proprio questa ricchezza a spingere gli organizzatori a dare alla triennale, fin dalla sua prima edizione, una struttura articolata in due momenti espositivi. La prima mostra inaugura il 23 ottobre 2026 e rimane aperta fino al 5 dicembre; la seconda apre l’11 dicembre 2026 e prosegue fino al 31 gennaio 2027. Insieme, le due esposizioni danno vita a uno spazio in continua evoluzione, nel quale pratiche artistiche, prospettive e culture diverse possono incontrarsi e dialogare.

Hele – Latvia. FOREST OF THE GODS. 2024. linen, wool; hand-weaving

L’impianto organico e incisivo delle mostre mira a fare in modo che «la differenza diventi connessione e dalla condivisione nascano nuovi significati». I testi degli artisti si rivolgeranno direttamente ai visitatori, aiutandoli a cogliere i significati e le intenzioni che animano le opere. Potranno invitarli a entrare in un rituale, a dare forma concreta alle emozioni, a non smarrirsi tra le ore grigie e quelle azzurro cielo oppure, forse, a imparare a trasformare la serietà pratica in aspettative ironiche. Nel corso delle esposizioni, questi testi confluiranno anche nel catalogo della triennale, prolungando il dialogo oltre le pareti della galleria.

«Una piuma sola si arrende al vento, mentre tante piume, unite nella ricerca di un’intesa, formano ali capaci di vincerlo». Questa immagine racchiude lo spirito di «Dialogues»: insieme possiamo superare non soltanto il vento, ma anche le grandi distanze e gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento di un obiettivo comune. Dallo stare insieme nascono sempre nuove esperienze: è proprio questo ciò che gli organizzatori della triennale augurano a ogni visitatore che entrerà al Janina Monkutė-Marks Museum-Gallery di Kėdainiai tra il 23 ottobre 2026 e il 31 gennaio 2027.

Beccaria Silvia – The light in the cracks-02
Virginija Kirveliene – Lithuania. CONNECTIONS. 2005. wool, wool blend, linen; tapestry woven on a painted warp

Il pubblico è invitato a prendere parte a un dialogo tra le arti, multilingue e capace di essere giocoso, toccante, critico, ironico e saggio. Un’occasione per scoprire come l’arte contemporanea possa aprire nuove prospettive, mettere in discussione le convinzioni consolidate e avvicinare le persone al di là dei confini geografici e culturali. Gli appuntamenti inaugurali, in programma il 23 ottobre e l’11 dicembre 2026, entrambi alle ore 17.00, segneranno l’inizio di questi incontri e daranno al pubblico il benvenuto nel mondo di «Dialogues».

Le mostre saranno visitabili presso il Janina Monkutė-Marks Museum-Gallery, in J. Basanavičiaus g. 45, a Kėdainiai, in Lituania. La prima parte della triennale sarà aperta dal 23 ottobre al 5 dicembre 2026; la seconda dall’11 dicembre 2026 al 31 gennaio 2027. Le inaugurazioni si terranno il 23 ottobre e l’11 dicembre 2026, alle ore 17.00.

Izabela Wyrwa MEMORY III. 2026 synthetic fiber, 3D drawing DETAIL
Izabela Wyrwa -Poland. MEMORY III. 2026 synthetic fiber, 3D drawing

Artisti e artiste partecipanti: Aet Ollisaar, Agnese Kurzēmniece, Aleksandra Berlinsky, Alvidas Paškauskas, Ana-Maria Rugescu, Andra Dīriņa, Andra Kurzēmniece, Anet Brusgaard, Antra Augustinovica, Artūras Braziūnas, Artūras Rimkevičius, Aurimas Eidukaitis, Austė Guogaitė, Aušra Sedlečiūtė, Berthe Forchhammer, Birutė Sarapienė, Bronius Rutkauskas, Dace Vecozola, Elvita Šiberekovaitė, Erny Piret-Heuertz, Eszter Bornemisza, Gintarė Marčiulynaitė – Maskaliūnienė, Girmantas Rudokas, Greta Grendaitė, Hele, Yoo Jounghye, Irina Kolesnikova, Izabela Wyrwa, Jacobo Alonso, Janina Monkutė-Marks, Jonas Gelčys, Jūratė Kazakevičiūtė, Jūratė Petruškevičienė, Kakuko Ishii, Karen Perry, Kazys Bimba, Kenji Sato, Kristina Daniūnaitė, Kristina Valančiūtė – Vaičeka uskienė, Lina Ringelienė, Loreta Švaikauskienė, Loreta Zdanavičienė, Ludwika Zytkiewicz – Ostrowska, Luka Žiauberytė, Magdalena Sobon, Maija Purgaile, Mayumi Tsukuda, Marina Majcen, Marta Ģibiete, Matilda Kalvaitytė, Minnamarina Tammi, Naoe Okamoto, Nargiza Nurdinova, Neringa Marcinkevičiūtė-Strazdė, Nika Nuova, Noriko Amano, Paulius Šliaupa, Piotr Pandyra, Ričardas Zdanavičius, Rolands Krutovs, Romarika Pikelienė, Saori Sakai, Shinichi Ishihara, Sigutė Bronickienė, Silvia Beccaria, Šarūnė Kaupas, Tautė Baranauskaitė, Tina Marais, Tomas Vosylius, Ulrikka Mokdad, Urtė Jasenka, Violeta Kačinskienė, Violeta Laužonytė, Virginija Kirvelienė, Vitalijus Čepkauskas – Vitalis, Vytenis Tolutis, Živilė Vaičiukynienė.

Noriko Amano – Japan. FRUITFULNESS. 2026. paper, paper clay

Le opere sono state selezionate da una giuria internazionale composta da Violeta Jocienė, Eglė Mickutė, Anet Brusgaard, Kakuko Ishii, Andra Dīriņa, Asta Fedaravičiūtė-Jasiūnė.