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BINTA DIAW: DOVE LE LIANE S’INTRECCIANO. RESISTENZE, ALLEANZE, TERRE

Negli spazi del PAV, Parco Arte Vivente di Torino, Binta Diaw presenta Dove le liane sintrecciano. Resistenze, alleanze, terre (visitabile fino all’ 8 Marzo 2026), un progetto che trasforma l’area espositiva in un ambiente organico e percorribile. L’allestimento si articola tra installazioni sospese, distese di terra e strutture intrecciate che modificano la percezione dello spazio, invitando il pubblico a un’esperienza immersiva e relazionale. La ricerca si concentra sulle intersezioni tra memoria, ambiente e dimensione politica, assumendo una prospettiva diasporica e decoloniale che mette in discussione assetti narrativi eurocentrici. L’impiego di materiali come terra e fibre sintetiche, in particolare capelli artificiali, genera trame che richiamano sistemi vegetali rampicanti, suggerendo connessioni tra corpi, territori e storie stratificate. L’insieme costruisce un campo di tensioni in cui resistenza, cura e alleanza diventano categorie operative.

Visitando “Dove le liane sintrecciano”— Binta Diaw — PAV, Torino 2026 – ph. credit E.Giglione

Nata a Milano nel 1995 da famiglia senegalese, Diaw sviluppa una pratica multidisciplinare che attraversa installazione, scultura, video e performance. Attiva sulla scena internazionale, indaga temi legati alla migrazione, alle identità diasporiche e alle questioni di genere, articolando una riflessione che unisce dimensione autobiografica e analisi storico-sociale.

Il confronto con gli spazi del PAV sembra sollecitare un intreccio di sguardi capaci di comporre un’unica scena, stratificata e condivisa. Visitare la mostra in una fase dell’anno in cui il paesaggio non ha ancora assunto i colori della primavera, ma lascia intravedere i primi segni di trasformazione alla fine dell’inverno, intensifica questa percezione: l’aria conserva una certa asperità, una tensione sospesa che prelude a una possibile rigenerazione. Attraversare le sale con le scarpe ancora segnate dal fango del parco accentua la continuità tra esterno e interno. Si ha la sensazione di muoversi dentro una materia in fermento, in un terreno che non è solo supporto ma sostanza viva, mescolanza in atto. È una condizione di attesa fertile, come se sotto la superficie stessero già prendendo forma nuovi germogli e nuove connessioni.

Visitando “Dove le liane sintrecciano”— Binta Diaw — PAV, Torino 2026 – ph. credit E.Giglione
Visitando “Dove le liane sintrecciano”— Binta Diaw — PAV, Torino 2026 – ph. credit E.Giglione

Si passa da ritratti fotografici in cui il corpo dell’artista diventa esso stesso paesaggio (Paysage Corporel IV.III), ad un’imponente installazione che ridisegna la pianta di una nave negriera con elementi in terriccio, in cui sono visibili verdi germogli appena nati (Chorus of Soil), e sullo sfondo intrecci di capelli sintetici in forma di radice di mangrovia (Paysage Corporel XIV) emergono dal suolo e dall’acqua, connettendo dimensioni differenti, a richiamare corpo, natura e società nell’ottica dell’interdipendenza. Queste strutture di tessuti connettivi sono presenti anche in istallazione esterna, nella corte, in cui si fondono con lo sfondo del parco, in modo ancora più organico e vivo.

Visitando “Dove le liane sintrecciano”— Binta Diaw — PAV, Torino 2026 – ph. credit E.Giglione

Continuando all’interno nella project room, si rimarrà inevitabilmente rapiti dall’intreccio di strutture simili a tele di ragno, in cui si percepisce una resistenza fragile ma al tempo stesso quasi indistruttibile, come quella delle donne africane in piantagioni schiaviste (Dïà s p o r a). Seguendo poi un percorso fotografico in cui il corpo si mostra in piena metamorforsi, si giungerà alla video room in cui osservare la performance Essere corpo, in cui terra e corpo danzano in un’unica coreografia che riunisce umano e natura.

Visitando “Dove le liane sintrecciano”— Binta Diaw — PAV, Torino 2026 – ph. credit E.Giglione
Visitando “Dove le liane sintrecciano”— Binta Diaw — PAV, Torino 2026 – ph. credit E.Giglione

Una mostra capace di restituire al trauma, storico e contemporaneo, una dimensione relazionale, sottraendolo alla fissità della ferita per reinscriverlo in un orizzonte di interdipendenza generativa. Un progetto che non elude la complessità del presente, ma la attraversa, lasciando emergere la possibilità di forme condivise di trasformazione.

Visitando “Dove le liane sintrecciano”— Binta Diaw — PAV, Torino 2026 – ph. credit E.Giglione
Visitando “Dove le liane sintrecciano”— Binta Diaw — PAV, Torino 2026 – ph. credit E.Giglione

Esposizione realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT, della Regione Piemonte e della Città di Torino. Il progetto rientra inoltre in New Perspectives for Action, parte della piattaforma Re-Imagine Europe, co-finanziata dall’Unione Europea.