ISABEL CISNEROS E LA FLESSIBILITÀ DELLA MATERIA
| di Maria Rosaria Roseo |
Isabel Cisneros, artista venezuelana originaria di Caracas, si è formata presso l’Universidad Central de Venezuela, specializzandosi in letteratura e studi museali, per poi proseguire la sua preparazione all’Istituto de Diseño Fundación Neumann e all’Asociación Venezolana de las Artes del Fuego. Inizialmente legata alla ceramica, si avvicina presto a tecniche e materiali tessili, attratta dalla loro flessibilità, consistenza e varietà cromatica, strumenti ideali per il suo costante desiderio di ricerca e innovazione. Questa scelta le permette di liberarsi dai limiti imposti dal peso e dalla fragilità dell’argilla, aprendo la strada a una sperimentazione che diventa la cifra distintiva della sua carriera.

Le sue sculture, spesso costituite da oggetti industriali come bottoni, bulloni, tessuti o da piccoli frammenti di argilla intrecciati, si configurano come strutture flessibili: vere “sculture-tessuto” capaci di essere manipolate e trasformate in forme sempre diverse, opponendosi alla rigidità della scultura tradizionale.
Ripercorrendo la sua evoluzione dalla ceramica alle fibre, Cisneros sottolinea quanto sia fondamentale scavare nei ricordi, consapevoli o inconsapevoli, per mantenere onestà e coerenza nel lavoro. Pur avendo lavorato intensamente con l’argilla, desiderava superarne l’opacità e la rigidità, pur riconoscendone il valore intrinseco.
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