LA TRIENNALE INTERNAZIONALE DELL’ARTE TESSILE DI SZOMBATHELY VERSO IL 2027: LA NUOVA DIRETTRICE, ESZTER SÖPTEI, NE RACCONTA L’EREDITÀ STORICA E LE NUOVE PROSPETTIVE
| di Barbara Pavan |
Nel panorama internazionale delle pratiche tessili contemporanee, la Triennale Internazionale dell’Arte Tessile di Szombathely occupa ormai una posizione di particolare rilievo. Ospitata presso la Szombathely Gallery (Szombathelyi Képtár), realizzata grazie alla collaborazione con il Savaria Museum e la Cultural Foundation for Textile Arts, la manifestazione rappresenta una delle più longeve e autorevoli piattaforme dedicate alla ricerca tessile nell’Europa centro-orientale, un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni che hanno interessato il medium tessile dalla seconda metà del Novecento a oggi.

Nata nel contesto della straordinaria vitalità che caratterizzò l’arte tessile ungherese nel corso degli anni Settanta, la Triennale Internazionale dell’Arte Tessile di Szombathely da manifestazione originariamente legata alla tradizione dell’arazzo e del tessile artistico, si è progressivamente affermata come luogo di confronto internazionale aperto alle pratiche interdisciplinari, alle ricerche installative e alle più avanzate sperimentazioni tra arte, design e cultura materiale. Questo percorso riflette il più ampio processo di ridefinizione critica del tessile all’interno del dibattito contemporaneo, che ne ha progressivamente riconosciuto la capacità di affrontare questioni centrali quali identità, memoria, sostenibilità, relazioni sociali e costruzione culturale dei saperi. I linguaggi tessili sono oggi riconosciuti come medium artistico e concettuale capace di mettere in relazione esperienze individuali e dimensioni collettive.

La IX Triennale, prevista per il 2027, inaugura una nuova fase di questo percorso con la nomina di Eszter Söptei alla direzione artistica. Pur nel segno della continuità con la prestigiosa tradizione tessile ungherese, il nuovo corso mira a consolidare il profilo internazionale della manifestazione, intensificandone il dialogo con le istanze più urgenti della contemporaneità. Emblematico, in questo senso, è il tema scelto per la prossima edizione, Emberöltő / Interwoven Generation, che propone una riflessione sulle dinamiche della trasmissione culturale, sulle relazioni intergenerazionali e sui processi attraverso cui memoria, identità ed esperienza si intrecciano nel tempo.
Abbiamo intervistato Eszter Söptei per approfondire la visione che guiderà la IX Triennale Internazionale dell’Arte Tessile di Szombathely e per comprendere come una delle più storiche manifestazioni europee dedicate alla fiber art intenda confrontarsi con le sfide del presente, riaffermando il proprio ruolo di piattaforma internazionale per la ricerca, la sperimentazione e il dibattito critico.
La Triennale Internazionale dell’Arte Tessile è ormai diventata un appuntamento di riferimento nel panorama internazionale delle arti tessili contemporanee. Come è nato questo progetto e come si è sviluppato ed evoluto nel corso delle diverse edizioni?
L’arte tessile ungherese affonda le proprie radici in una tradizione di straordinario valore, riconosciuta anche a livello internazionale. La storia delle Biennali Tessili Ungheresi risale agli anni Settanta, un periodo in cui l’arte tessile in Ungheria si affermò come uno degli ambiti artistici più dinamici e innovativi. La nascita delle biennali fu strettamente legata a un contesto professionale nel quale si sviluppavano parallelamente l’arte dell’arazzo, i tessili murali e spaziali, nonché approcci sperimentali alla pratica tessile. Le biennali organizzate a Szombathely superarono ben presto i confini di una tradizionale manifestazione di arti applicate. Fin dall’inizio, il pensiero artistico contemporaneo, la sperimentazione sui materiali e gli approcci autonomi alla creazione ebbero un ruolo centrale. In quegli anni, l’arte tessile ungherese godeva di un’importanza internazionale significativa, in particolare nei settori dell’arazzo e delle opere tessili monumentali.

Nel corso dei decenni, le biennali – e successivamente le triennali – hanno saputo rispondere costantemente ai cambiamenti artistici e sociali. Con il progressivo superamento dei confini tradizionali del linguaggio tessile, anche la manifestazione si è aperta maggiormente all’arte installativa, alla ricerca concettuale, all’utilizzo di materiali alternativi e agli approcci interdisciplinari. Un altro passaggio fondamentale è stato l’ampliamento della dimensione internazionale. L’evento è entrato progressivamente a far parte di una più ampia rete professionale europea e globale, accogliendo non solo le espressioni tradizionali dell’arte tessile, ma anche le nuove tendenze della cultura visiva contemporanea. L’attuale Triennale Internazionale dell’Arte Tessile rappresenta la naturale prosecuzione di questo percorso professionale costruito nel corso dei decenni. Pur mantenendo vive le tradizioni che hanno definito l’arte tessile ungherese, continua a interrogarsi sulle nuove direzioni e sulle questioni che animano l’arte contemporanea. Per noi è fondamentale che la Triennale sia al tempo stesso espressione di continuità storica e piattaforma viva, dinamica e in continua evoluzione.
Negli ultimi decenni l’arte tessile ha conosciuto una profonda trasformazione, conquistando uno spazio sempre più rilevante nel sistema delle arti visive contemporanee. A suo avviso, quali fattori hanno contribuito a questa crescente attenzione internazionale da parte del pubblico e degli operatori del settore?
A mio parere, la rivalutazione contemporanea dell’arte tessile è il risultato di diversi processi sociali, teorici e culturali strettamente interconnessi. Uno dei fattori più importanti riguarda la trasformazione delle gerarchie tradizionalmente associate al medium. Per lungo tempo il tessile è stato considerato principalmente un’attività artigianale, un’arte applicata o persino una pratica “femminile”, e quindi collocato in una posizione di minor prestigio rispetto alle belle arti. Nell’arte contemporanea, tuttavia, gli approcci interdisciplinari e concettuali che mettono in discussione i confini tra i generi artistici hanno assunto un ruolo sempre più centrale, consentendo al tessile di affermarsi come linguaggio artistico autonomo. A questo processo si collega l’influenza della teoria artistica femminista e la rilettura del ruolo creativo delle donne. Storicamente, il tessile è stato associato al lavoro femminile, alla sfera domestica e all’artigianato; proprio per questo il pensiero femminista ha svolto un ruolo decisivo nel conferire al medium nuovi significati e una nuova legittimazione culturale. Parallelamente, la materialità nell’arte contemporanea ha acquisito una valenza concettuale sempre più forte: il tessile può evocare simultaneamente corporeità, memoria, vulnerabilità, identità e ruoli sociali.

Un altro aspetto fondamentale riguarda l’accessibilità e il carattere democratico del materiale stesso. Il tessile è un medium quotidiano e largamente disponibile, che si presta naturalmente a pratiche partecipative, comunitarie e orientate alla sostenibilità. Anche le questioni legate alla fast fashion, agli scarti tessili e al riciclo hanno contribuito a renderlo un materiale particolarmente sensibile alle problematiche sociali e quindi estremamente attuale nel contesto dell’arte contemporanea. A ciò si aggiunge una crescente apertura istituzionale. Mostre internazionali, biennali, progetti museali e curatoriali includono sempre più spesso l’arte tessile nel dibattito sulle arti visive contemporanee, mentre musei e collezioni private dedicano al medium una visibilità crescente. Questo riconoscimento istituzionale continua a rafforzarne l’accettazione sia a livello professionale sia presso il grande pubblico.
Sarà la direttrice della prossima edizione della Triennale. Qual è la sua visione curatoriale e quali principi guida stanno orientando il progetto che sta sviluppando?
Durante la preparazione della IX Triennale Internazionale dell’Arte Tessile 2027 sono state introdotte diverse novità significative. Sulla base dell’esperienza maturata negli anni precedenti, abbiamo ripensato il sistema delle categorie: alcune sono state accorpate o eliminate, poiché non riflettevano più in modo autentico le specificità del medium, riducendosi a semplici classificazioni formali o dimensionali.
Un cambiamento importante riguarda l’apertura internazionale di tutte le categorie. La IX Triennale Internazionale dell’Arte Tessile lancerà una call aperta articolata in tre sezioni: Tessile Murale e Spaziale, Textile Design e Tessile Miniatura. Consideriamo particolarmente importante la forte presenza dell’arte dell’arazzo, che continua a rappresentare uno degli ambiti più prestigiosi dell’arte tessile. Allo stesso tempo, desideriamo offrire maggiore spazio agli artisti che si avvicinano al tessile attraverso materiali innovativi, soluzioni tecnologiche e prospettive interdisciplinari o intermediali.

Il tema della IX Triennale, “Ember/öltő” (“Intrecci generazionali”), offre straordinarie possibilità di indagine sulle relazioni umane, sul trascorrere del tempo, sui rapporti tra generazioni e sul legame tra materia e memoria attraverso nuovi approcci artistici. Il periodo di candidatura sarà aperto dall’11 gennaio all’8 febbraio 2027, fino a mezzanotte, esclusivamente online attraverso la piattaforma ufficiale della Triennale. La mostra resterà aperta da ottobre 2027 a marzo 2028: un’importante innovazione che consentirà di raggiungere un pubblico più ampio e di sviluppare un numero maggiore di programmi professionali, educativi e comunitari.
Quali sono le principali sfide nell’organizzazione e nella promozione di un grande evento internazionale come la Triennale?
Probabilmente la sfida più grande consiste nel riuscire a rimanere contemporaneamente aperti alla scena internazionale, mantenere un’elevata credibilità professionale e restare rilevanti per il pubblico di oggi. A questo si aggiungono naturalmente questioni legate al reperimento dei finanziamenti, alla comunicazione internazionale e al coinvolgimento di nuovi pubblici.

L’arte tessile contemporanea supera ormai ampiamente i confini del genere tradizionale, per cui una delle sfide principali consiste nel definire come una Triennale possa essere al tempo stesso fedele alla tradizione e orientata all’innovazione. Per noi è fondamentale preservare il patrimonio storico dell’arte tessile rimanendo aperti alle nuove tecnologie, alle pratiche installative, agli approcci intermediali e ai linguaggi visivi delle nuove generazioni.
Guardando alle future edizioni, quali cambiamenti o nuove direzioni vorrebbe introdurre per rafforzare ulteriormente il ruolo e l’impatto della Triennale nel panorama dell’arte contemporanea?
Desideriamo rafforzare ulteriormente la presenza internazionale e il prestigio professionale della Triennale ungherese. In quest’ottica stiamo rendendo le categorie più aperte, valutando un’estensione della durata della mostra e programmando un maggior numero di eventi collaterali, iniziative formative e incontri professionali in collaborazione con le istituzioni ospitanti.
Un altro obiettivo fondamentale è fare in modo che la Triennale Internazionale dell’Arte Tessile in Ungheria diventi una piattaforma capace di favorire il dialogo tra arte tessile, arti visive contemporanee, design e tematiche sociali. Inoltre, intendiamo investire maggiormente nella costruzione di relazioni professionali internazionali e nel coinvolgimento di nuove comunità creative e giovani artisti.
Quale ruolo avranno gli artisti emergenti e i nuovi approcci sperimentali all’arte tessile nella prossima edizione della Triennale?
Uno degli obiettivi principali della prossima Triennale è proprio quello di offrire una piattaforma alle nuove generazioni di artisti e alle pratiche sperimentali. L’arte tessile contemporanea è estremamente diversificata: sempre più artisti lavorano con tecniche ibride, tecnologie digitali, materiali alternativi e forme installative.

Desideriamo sostenere questa apertura, senza però rinunciare alla qualità professionale e alla conoscenza delle tradizioni dell’arte tessile. Per noi la questione non è stabilire se un’opera sia tradizionale o innovativa, ma capire se riesca a esprimere una visione artistica autentica e incisiva. Per il futuro a lungo termine della Triennale è essenziale che anche i giovani artisti possano entrare in relazione con questa comunità professionale internazionale.
In che modo ritiene che oggi le arti tessili possano contribuire al dialogo tra tradizione, innovazione e pratiche artistiche contemporanee?
Uno degli aspetti più affascinanti dell’arte tessile è la sua capacità di incarnare simultaneamente una tradizione culturale profondamente radicata e una sensibilità estremamente contemporanea. Le tecniche, i motivi e il sapere artigianale legati al tessile hanno una storia secolare, ma oggi vengono reinterpretati attraverso nuovi significati e nuovi contesti.
I temi dell’identità, della memoria e delle relazioni personali sono strettamente connessi al concetto di “Emberöltő”, ovvero l’intreccio tra generazioni. Il tessile, infatti, ha sempre rappresentato molto più di un semplice materiale o di un oggetto funzionale: costituisce uno dei più potenti sistemi simbolici della nostra cultura. Per secoli ha indicato appartenenza, identità comunitaria, storia sociale e vissuto personale.
Forse è proprio questa capacità di mettere in relazione passato e presente, storie individuali e collettive, tradizione e innovazione a rendere l’arte tessile così potente oggi. In questo senso il tessile agisce davvero come un linguaggio dell’intreccio.
Sempre più artisti adottano oggi pratiche ibride, combinando processi manuali e tecnologie digitali, materiali alternativi e approcci installativi o intermediali. È proprio questa apertura che permette all’arte tessile di dialogare contemporaneamente con la tradizione dell’artigianato e con le più avanzate forme di ricerca artistica contemporanea.


