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PRATICHE TESSILI DELL’INCONTRO: JAIME POBLETE 2024–2025
| di Elena Redaelli | Seguendo la traiettoria recente del lavoro di Jaime Poblete si nota come la sua pratica sia pronta ad aprirsi all’incontro: con i materiali e i processi, con altre persone e con paesaggi più ampi. Questa apertura, lungi dall’essere casuale, si radica nella storia culturale e artistica dell’autore. Formatosi in Scenografia e Storia dell’arte all’Universidad de Chile, ha lavorato come scenografo, imparando a considerare la luce, le relazioni spaziali e il pubblico. All’Atelier Artefacto, nello studio di Francisco Gonzalez, ha lavorato come assistente e insegnante, affinando una pratica in cui il fare manuale rimane visibile nella forma. Dal 2002 al 2007 il lavoro di restauratore al…


