MAGDALENA ABAKANOWICZ: LA TRAME DE L’EXISTENCE
Fino al 12 aprile 2026 il Musée Bourdelle di Parigi ospita la prima grande retrospettiva dedicata a Magdalena Abakanowicz in Francia. Artista di riferimento della scena polacca del XX secolo, Abakanowicz (1930-2017) visse sin dall’infanzia la guerra, la censura e le privazioni imposte dal regime comunista. La sua produzione, caratterizzata da sculture e opere tessili immersive, poetiche, spesso inquietanti e di forte impatto politico, esplora il rapporto tra corpo, memoria e materia. Ispirata dal mondo organico, dalla serialità e dalla monumentalità, la sua arte possiede una forza e una presenza indiscutibili, in risonanza con le principali questioni contemporanee – ambientali, umaniste e femministe. Radicalità e pionierismo hanno contraddistinto la sua carriera, che l’ha portata a esporre regolarmente all’estero, dagli Stati Uniti al Giappone, passando per l’Europa, con mostre recenti alla Tate Modern di Londra e al Musée cantonal des Beaux-Arts di Losanna.

Il Musée Bourdelle propone un percorso cronologico e tematico composto da 70 ensemble – tra cui 33 installazioni scultoree, 10 opere tessili, disegni e fotografie – offrendo chiavi di lettura biografiche e storiche che permettono di comprendere il contesto e l’evoluzione della sua pratica artistica.
Nei 600 m² dell’ala Portzamparc, le cui pareti in cemento sono state rinnovate appositamente, l’esposizione privilegia la produzione scultorea di Abakanowicz, restituendo all’artista il suo ruolo tra i grandi scultori del XX secolo. Il sottotitolo della mostra, La trama dell’esistenza, combina due termini con cui l’artista stessa definiva il suo lavoro: concepiva il tessuto come organismo elementare del corpo umano, segnato dagli alti e bassi del destino.


Frutto di tre anni di lavoro, il progetto è sostenuto attivamente dalla Fondazione Marta Magdalena Abakanowicz Kosmowska e Jan Kosmowski di Varsavia, dall’Istituto Polacco e dall’Istituto Adam Mickiewicz. Tra i principali prestatori figurano la Fondazione Marta Magdalena Abakanowicz Kosmowska e Jan Kosmowski di Varsavia, la Fondazione Toms Pauli di Losanna, il Museo Centrale dei Tessuti di Łódź, la Tate Modern di Londra, il Museo d’Arte Contemporanea di Cracovia e il Musée d’Art Moderne di Parigi.
Il percorso espositivo inizia nel giardino su strada, dove la monumentale Grande figura accoglie i visitatori. Nel corridoio dell’ala Portzamparc, la prima sezione offre una panoramica sulla vastità della produzione di Abakanowicz, con opere tessili dei primi anni, sculture di piccolo formato (spesso anatomiche), disegni e progetti destinati allo spazio pubblico.

Segue il ciclo di opere monumentali inaugurato negli anni Sessanta: gli Abakans, spettacolari tessuti sospesi al soffitto. Nonostante la scarsità di materiali, l’artista li realizzava con fibre naturali e tessuti di recupero piegati sotto il letto, trasformando la privazione in forza creativa.
Negli anni Settanta, la pratica di Abakanowicz si concentra sulla figura umana e sul principio della serialità, sviluppato con Dos e le Figure danzanti. La terza sezione della mostra analizza questi gusci senza identità, interrogando i temi della presenza e della scomparsa. La quarta parte presenta l’installazione iconica Embryology, esposta alla Biennale di Venezia nel 1980: tra corpo, materia organica e roccia, i cocci accumulati immergono lo spettatore in uno spazio ambiguo e ibrido. I disegni e i rilievi dei Paysages sottolineano la materialità delle opere e l’interesse dell’artista per le metamorfosi.

Nei compartimenti in cemento del museo, il percorso continua con gli ensemble dei Mutants e de La Foule V. Mentre i Mutants occupano lo spazio in maniera indeterminata, la folla anonima e inquietante de La Foule V materializza la riflessione di Abakanowicz sulla “folla come organismo decerebrato”.
La mostra si chiude con il ciclo monumentale Jeux de guerre, costituito da enormi tronchi d’albero incatenati in cerchi di acciaio, evocando la potenza distruttiva della guerra e consolidando la forza simbolica di un’artista unica nella seconda metà del XX secolo.
Lungo tutto il percorso, pannelli esplicativi e didascalie guidano i visitatori, con traduzioni in inglese e polacco. Sono previsti anche cartelli illustrativi dedicati alle famiglie, con i celebri Mutants. Un percorso digitale nell’app del museo propone testi scritti dall’artista.

Vengono proiettati estratti del film Abakany (1969), realizzato da Abakanowicz in collaborazione con il regista Jarosław Brzozowski, mostrando gli Abakans dispiegati sul paesaggio lunare del Mar Baltico. Scene inedite dall’atelier dell’artista, esposte esclusivamente per la mostra, offrono uno sguardo intimo e privilegiato sul suo processo creativo.
Al termine del percorso, una materietecapermette ai visitatori di esplorare materiali e tecniche utilizzate dall’artista, come la tessitura di fibre vegetali o animali (lana, cotone, juta, sisal, crine di cavallo, lino, canapa…).
Il catalogo della mostra, arricchito dai contributi di esperti internazionali di arte moderna, contemporanea, scultura e arte tessile, mette in luce la modernità dell’artista alla luce della sua vita e delle condizioni creative sotto il regime comunista in Polonia. Comprende schede dettagliate su tutte le opere esposte e sottolinea la singolarità e la potenza della produzione di Abakanowicz rispetto ai suoi contemporanei.
IL MUSÉE BOURDELLE
Contemporaneo di Rodin e Maillol, Antoine Bourdelle (1861-1929) sviluppò uno stile potente, culminante nel capolavoro Héraklès archer. Riconosciuto in vita come uno dei grandi scultori francesi, in particolare nel campo del monumentale, ottenne incarichi prestigiosi, come il Monumento al generale Alvear a Buenos Aires.

Il Musée Bourdelle si trova negli spazi che l’artista occupò per oltre 40 anni, a Montparnasse, nella cosiddetta cité d’artistes. Con il successo, ampliò progressivamente i suoi atelier. Sua moglie Cléopâtre e sua figlia Rhodia furono fondamentali per l’apertura del museo nel 1949. Alcuni spazi, come l’atelier di scultura, sono conservati in condizioni eccezionali. Il percorso museale si articola intorno a due giardini popolati da sculture. Sotto le arcate del giardino su strada, la Hall des plâtres ospita le opere monumentali. Al termine del portico, un padiglione accoglie l’atelier di pittura. Attraverso il passaggio coperto, una porta conduce al percorso delle collezioni, le cui sale si sviluppano attorno al giardino interno. Di fronte si trovano l’atelier di scultura perfettamente conservato e la sala dedicata alle tecniche scultoree. Il percorso si chiude con la passeggiata nel giardino, mentre le mostre temporanee si svolgono nell’ala contemporanea progettata da Christian de Portzamparc.
Il museo ha riaperto nel marzo 2023 dopo due anni di lavori di ristrutturazione. La Hall des plâtres è stato rinnovato e riaperto nel marzo 2025.


