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DE TOUTES BEAUTÉS: AD AUBUSSON L’ARTE TESSILE RIATTIVA UN’ANTICA MANIFATTURA

Dal 9 al 31 ottobre 2026, un’antica manifattura di Aubusson torna a essere luogo di incontro tra patrimonio tessile e ricerca artistica contemporanea. È l’ancienne Manufacture de tapisseries Fougerol, al 67-63 rue Jules Sandeau, ad accogliere De toutes beautés, mostra collettiva ideata da Les Ateliers de la Main Nue e Les Nouveaux Ateliers Fougerol nell’ambito della Biennale d’Art Textile (FITE) di Clermont-Ferrand. L’inaugurazione è prevista per il 9 ottobre, dalle 17 alle 20.

CÉLINE CAMILLERI, Détail de Dragon d’eau douce, 2025, cordons de laine armés, 700 x 80cm. Crédit photo: Céline Camilleri

La mostra nasce dalla volontà di intervenire su un luogo profondamente legato alla storia della tessitura francese, trasformandone gli spazi in un percorso espositivo che si sviluppa tra interni, vetrine e giardini. Aubusson, città storicamente identificata con l’arte dell’arazzo, diventa così non soltanto lo sfondo dell’esposizione, ma una componente attiva del progetto.

Il titolo, De toutes beautés, prende le mosse dalla stessa identità della città e, in particolare, dal suo motto Inter spinas floret — “fiorisce tra le spine”. La bellezza viene intesa non come qualcosa di immediatamente evidente, ma come una qualità da ricercare nei luoghi, nelle materie e nei dettagli che normalmente sfuggono allo sguardo. È una prospettiva che attraversa l’intera esposizione e che ciascun artista interpreta liberamente attraverso la propria pratica.

Muriel Blanc Duret, crédit photo: Zoé Forget
MURIEL BLANC DURET, Le noir en son troupeau, 2025, tapisserie (triptyque) chaine en laine et trame en laines naturelles, laines teintées, lin, soie de réemploi,3x 80x225cm. Crédit photo: Zoé Forget

Per tre settimane, le vetrine degli atelier lungo rue Jules Sandeau funzioneranno come una sorta di galleria a cielo aperto, portando le opere direttamente nel tessuto urbano e invitando i passanti a interrompere il ritmo quotidiano della strada. Al di là delle vetrine, il percorso conduce nei giardini degli atelier, dove quasi 1.000 metri quadrati di spazi esterni saranno occupati da installazioni monumentali, interventi più discreti e opere tessili.

La dimensione collettiva è uno degli elementi caratterizzanti dell’iniziativa. Dieci degli artisti coinvolti lavorano quotidianamente all’interno degli Ateliers de la Main Nue e dei Nouveaux Ateliers Fougerol e hanno scelto di ampliare il progetto invitando altri artisti le cui pratiche e ricerche presentano affinità con le loro. Ne deriva un insieme eterogeneo di linguaggi e sensibilità, costruito sulla condivisione di uno stesso luogo di lavoro e sulla volontà di proseguire una ricerca espositiva sviluppata negli ultimi anni attraverso interventi in spazi non convenzionali del territorio.

DELPHINE CIAVALDINI, Détail de l’installation Les Passives, 2023, Cloître du puy en Velay, Les Monuments Nationaux, Dentelle au fuseau en corde à matelas. Crédit photo: Zoé Forget
LYSE DROUAINE, Rayons de Miel, 202, Tapisserie lumineuse, Fibre optique, laine & soie, coton, perles d’argent, écran LED, 62 x 87cm. Crédit photo: Zoé Forget

De toutes beautés si inserisce infatti in una storia già consolidata. Dopo tre precedenti edizioni, il progetto ha progressivamente ampliato il proprio pubblico. Nel 2025, la mostra organizzata nell’ancienne manufacture Braquenié di Aubusson ha registrato oltre mille visitatori in tre giorni ed è stata indicata come “Coup de cœur” dal Ministère de la Culture. L’esperienza ha contribuito alla successiva collaborazione con la Biennale d’Art Textile (FITE) di Clermont-Ferrand, che ha invitato gli organizzatori a concepire un nuovo progetto ad Aubusson per il 2026.

L’interesse dell’iniziativa risiede anche nel modo in cui l’esposizione amplia il concetto stesso di mostra. Non si tratta esclusivamente di presentare opere, ma di costruire una relazione tra arte contemporanea, architettura, paesaggio e memoria produttiva. Il pubblico è invitato a percorrere una parte meno immediatamente visibile della città, entrando negli spazi degli atelier e nei loro giardini e incontrando, insieme alle opere, le tracce di una cultura materiale ancora attiva.

ILZE RUKSANE, Earth – My Diary (Terre – Mon journal), 2025. Crédit photo: Pēteris Rūcis
EGILS ROZENBERG, Détail de Transfiguration No. 5, 2026, 245×110 cm. Linen, polyester, polypropylene, techniques mixées

A questa esperienza si aggiunge una componente partecipativa: cinque artisti condurranno altrettanti workshop di pratica artistica, creando un ulteriore livello di relazione tra visitatori, opere e processi creativi. La mostra diventa così anche un’occasione per mettere in circolo gesti, tecniche e forme di conoscenza legate alla produzione artistica.

SOLENNE JOLIVET, Grande Martique, 2026, Broderie au crochet de Lunéville, Viscose, polyester et coton, 45 x 30cm, Collection privée. Crédit photo: Marion Saupin
DÉBORAH LAVOT, Détail de Casco Antiguo Sevilla, 2025, cartes routières filées puis tissées, 70 x 50cm. Crédit photo: Zoé Forget

Realizzata in partnership con la Biennale Textile de Clermont-Ferrand, LAINAMAC, la Ville d’Aubusson e Felletin Patrimoine Environnement, De toutes beautés propone dunque una riflessione sulla capacità del tessile di continuare a generare nuove forme e nuovi racconti. In una città la cui storia è indissolubilmente legata all’arazzo, la mostra mette in relazione la memoria di un patrimonio produttivo con pratiche contemporanee che ne reinterpretano materiali, spazi e possibilità.