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IL PADIGLIONE CROAZIA DI DUBRAVKA LOŠIĆ ALLA 61ª BIENNALE DI VENEZIA

Alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, la Croazia è rappresentata da Dubravka Lošić, artista contemporanea croata che dal 1983 espone regolarmente in Croazia e all’estero. La sua pratica, sviluppata in oltre quarant’anni, unisce pittura, scultura e installazione, trasformando materiali tradizionali e industriali — lana, tessuti, ferro, bronzo — in opere dense di significato e tensione emotiva. A Palazzo Zorzi, Lošić presenta Compelled by Fright and Beauty, un’installazione site-specific in cui i cicli creativi prodotti lungo la sua carriera dialogano tra loro e con lo spazio, dando vita a un ecosistema unico, in cui ogni elemento trova il proprio equilibrio e al tempo stesso resta aperto alla trasformazione.

Dubravka Losic, Libertas Bells, 2025, iron, photo Veronica Arevalo, ©NMMU

Nata a Dubrovnik nel 1964 e formatasi alla Scuola di Arti Applicate e all’Accademia di Belle Arti di Zagabria nella classe del pittore Ferdinand Kulmer, Lošić ha costruito una ricerca artistica che intreccia esperienza personale, sensibilità locale e memoria familiare. “Durante tutta la mia carriera ho sempre iniziato dalla pittura, per poi farla evolvere in qualcos’altro. Intervengo sulla pittura come medium a cui aggiungo lana, fili e frammenti di tessuto. Espando l’idea stessa di pittura, caricandola di significati e tensioni interiori”, racconta l’artista, delineando il cuore del suo metodo creativo.

Dubravak Losic, from Rosary Cycle, 1987 – 2026, mixed media, photo Goran Vranic © NMMU

Alla Biennale Lošić espone opere provenienti da sette cicli principali: Libertas Bells (2014–2026), Tondo (2020–2025), Rosary (1987–2026), Imago Anima (2012–2013), Sharks (1986–2026), Rains Paris (2018) e Alba Albula (2019). Ciascuna serie rappresenta un arco temporale che non corrisponde a una datazione precisa: alcune opere nascono subito dopo l’intuizione iniziale, altre richiedono più tempo per maturare, e tutte rimangono aperte al cambiamento. “Le espongo come opere compiute, indicando l’anno di completamento, ma nessuna di queste serie è mai davvero conclusa. Si trasformano nella scala, nella forma, nei materiali. Nel tempo si connettono e si disconnettono tra loro”, spiega Lošić. In Rains Paris e Alba Albula, opere presentate come una fila di corpi neri e una di corpi bianchi riempiti di lana colorata, l’artista racchiude momenti di intimità che riaffiorano sotto forma di fili, piccoli frammenti di vita custoditi tra materia e colore. In Tondo, al centro è nascosto tutto ciò che deve restare visibile solo a lei, mentre i bordi circolari modellati proteggono la vulnerabilità del cuore dell’opera. Imago Anima offre ritratti dell’anima delle persone ritratte, dipinti strato dopo strato fino a lasciare solo il profilo essenziale: “E mentre mi interrogo su ciò che verrà mostrato e ciò che resterà nascosto, mi chiedo anche cosa verrà detto e cosa rimarrà inespresso”, confida l’artista. Sharks custodiscono ritratti realizzati negli anni ’80, contenitori di psiche e memoria che non possono parlare, mentre Libertas Bells sono campane silenziose, simbolo di resistenza muta contro luoghi che rifiutano la propria gente e contro un mondo che scambia aggressività per eloquenza. La serie Rosary, meditativa e trasformativa, frammenta e disfa la pittura fino a convertirla in rose, in un atto di contemplazione sulla fragilità e sulla trasformazione dell’arte stessa.

Dubravka Losic, from Rosary Cycle 1987 – 2026, mixed media, detail, photo Veronica Arevalo © NMMU
Dubravka Losic, from Tondo Cycle, 2020 – 2025, mixed media, photo by Veronica Arevalo © NMMU

L’allestimento a Palazzo Zorzi si apre nel cortile, dove Libertas Bells, Rosary e Tondo interagiscono con sculture in ferro e bronzo e oggetti-tessuti, dialogando tra loro e con l’architettura. Proseguendo al piano nobile, in Sala Codussi, le serie Alba Albula, Rains Paris, Imago Anima, Rosary e Sharks si accordano allo splendore veneziano, combinando pittura, tessuto e forma in un effetto teatrale e orchestrato, caratteristico tanto di Venezia quanto di Dubrovnik, città natale dell’artista. Lošić concepisce, produce ed espone le opere come sistemi aperti allo sviluppo, all’espansione formale e alla sperimentazione, dando vita a installazioni che evolvono da un contesto all’altro.

Dubravka Losic, Sharks 1986 – 2026, mixed media, photo Veronica Arevalo © NMMU

Il linguaggio dell’artista fonde paradigmi modernisti, postmoderni e neoavanguardisti con riferimenti locali e tradizionali, aprendo uno spazio di improvvisazione in cui la dimensione emotiva, visiva e sensoriale diventa accessibile allo spettatore. “Il mio lavoro nasce prima da una rigorosa costruzione compositiva e procede in maniera intuitiva. Come suggerisce il titolo della mostra, Compelled by Fright and Beauty, scelgo cosa trattenere e proteggere e cosa lasciare emergere in superficie”, sottolinea Lošić, rivelando la tensione tra vulnerabilità e resistenza che attraversa l’intera opera.

Dubravka Losic, Imago Anima, 2012 – 2013, mixed media, photo by Robert Matic © NMMU

La mostra, curata da Branko Franceschi, Direttore del Museo Nazionale d’Arte Moderna di Zagabria, è promossa dal Ministero della Cultura e dei Media croato. Sarà visitabile a Palazzo Zorzi, Salizada Zorzi, Castello 4930 a Venezia, con apertura prevista venerdì 8 maggio 2026 alle 17:00. I visitatori potranno accedere alle sale da maggio a settembre dalle 11 alle 19 e da ottobre a novembre dalle 10 alle 18, con chiusura il lunedì, fatta eccezione per alcune date straordinarie. Per informazioni e contatti stampa, l’artista è raggiungibile tramite il sito www.dubravkalosic.com, Cristina Gatti Press & P.R. press@cristinagatti.it  per l’internazionale o per info generali studio@dubravkalosic.com.

Dubravka Losic, from Alba Albula Cycle, 2019, mixed media, detail, photo by Veronica Arevalo © NMMU