LIZ COLLINS AL POWERHOUSE ARTS
Inserita nel calendario ufficiale del New York Textile Month, a partire da giovedì 11 settembre è visitabile presso la Lobby di Powerhouse Arts (PHA), al 322 di 3rd Avenue, Brooklyn, NYC, Rainbow Mountains: Storm (2024), opera appartenente alla serie che l’artista Liz Collins ha presentato alla 60ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Stranieri Ovunque — Foreigners Everywhere, a cura di Adriano Pedrosa.

Il percorso espositivo si amplia nel Loft di PHA, radicalmente trasformato per accogliere Tundra Garden: una delle installazioni più ambiziose realizzate dall’artista fino a oggi. L’opera si compone di nove monumentali pannelli tessili che occupano oltre 18 metri quadrati, risultato di una collaborazione con The Alpha Workshops presso PHA. L’installazione è ulteriormente arricchita da arredi su misura progettati dal designer newyorkese Dune, che contribuiscono a riconfigurare lo spazio in una lounge pubblica, concepita come luogo di socialità e fruizione collettiva nell’ambito del festival internazionale di arti performative Powerhouse: International.

A conferma della costante ricerca di Collins nel campo della stampa e del tessile, nell’autunno sarà pubblicata una stampa in edizione limitata all’interno del Programma di Pubblicazione di Stampe di PHA. Le installazioni rimarranno aperte al pubblico fino a dicembre 2025.
Contestualmente, PHA inaugura anche la mostra Body Grounds: The Intimacy of Memory, Myth, and Loss, che riunisce Lauren Cohen, Stephanie Santana, Jacob Olmedo e Pacifico Silano — quattro ex artisti in residenza presso l’Ace Hotel, presentati nell’ambito della più recente collaborazione curatoriale annuale di PHA.

Le opere esposte analizzano criticamente le modalità attraverso cui identità, narrazione personale e memoria culturale vengono plasmate da sistemi di potere, dinamiche di trauma e strategie di resilienza. Attraverso approcci che spaziano dall’umorismo alla mitologia, dalla materialità alla rappresentazione della perdita, ciascun artista individua nel corpo un dispositivo di indagine privilegiato: un luogo in cui l’intimità si ridefinisce in modo costante e la memoria si configura al contempo come peso ereditato e come spazio di resistenza. La mostra sarà visitabile fino al 9 ottobre 2025.



