DEBORAH KRUGER E LE PIUME CHE PARLANO MOLTE LINGUE
| di Armando Garcia Orso | (Curatore al Visions Museum of Textile Art)
Deborah Kruger è un’artista contemporanea che lavora con le fibre e con una particolare attenzione alle tematiche ambientali, combinando bellezza, abilità artigianale e consapevolezza sociale. Le sue opere si sottraggono alla possibilità di scomparire nel freddo cubo bianco della galleria. Risplendono, catturano lo sguardo e invitano a riconoscere texture e colori familiari, capaci di evocare paesaggi incisi nella nostra memoria.
Avvicinandoci, scopriamo le piume – migliaia di piume ciascuna delle quali reca parole in lingue a rischio di estinzione, come il purépecha e lo yiddish. Come gli uccelli a cui rimandano, queste piume sembrano levarsi in un richiamo, cantare, reclamare la nostra attenzione. Realizzate a mano con una cura straordinaria, incarnano tanto la fragilità quanto la profonda bellezza del mondo naturale che abitiamo.

Per comprendere più a fondo il lavoro di Deborah Kruger, è importante conoscere il contesto culturale, sociale e geografico in cui si è formata, elementi fondamentali per comprendere l’origine del suo stile, dei suoi temi e della sua tecnica artistica. La sua formazione in progettazione delle superfici presso il Fashion Institute of Technology (FIT) di New York ha avuto un’influenza profonda sul suo lavoro. Ancora oggi, i materiali che utilizza, le forme dell’abbigliamento femminile tradizionale e l’attenzione alle tematiche ambientali riflettono il suo primo incontro con il mondo dei tessuti, come lei stessa ha riconosciuto. Si è formata come designer tessile e, nei primi otto anni della sua carriera, ha progettato carte da parati. Motivi decorativi, ornamento e design fanno quindi parte integrante del suo repertorio visivo. È cresciuta in una famiglia di immigrati in cui si parlava una lingua oggi a rischio di estinzione, mentre i nonni lavoravano nelle fabbriche tessili clandestine del Lower East Side di New York. Imparando altre lingue, soprattutto lo spagnolo, ha compreso quanto la storia, la cultura e il sapere siano profondamente radicati in ogni lingua.
Quando Deborah Kruger riprende la forma dell’huipil nella mostra EXTINCTIONS al MuMa Civico Museo Parisi Valle di Maccagno, richiama una delle più longeve tradizioni tessili della Mesoamerica. In quanto indumento e al tempo stesso archivio culturale, l’huipil è testimone delle storie, delle identità e della capacità di resistenza delle comunità indigene del Messico e dell’America Centrale.
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