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CLIZIA MORADEI. IL PARADIGMA INTERSPECIE: VERSO UNA NUOVA ECOLOGIA DEL PROGETTO

| di Susanna Cati |

Clizia Moradei è una ricercatrice nel campo del design presso l’Università Iuav di Venezia, dove nel 2025 ha ottenuto il titolo di Dottore di ricerca all’interno del percorso interdisciplinare dedicato al progetto della sostenibilità. Nello stesso anno è stata insignita del Premio Stoccolma per il fashion design sostenibile, riconoscimento che valorizza il suo contributo alla ricerca e all’innovazione nel settore. La sua attività scientifica si concentra sull’interazione tra moda, design di prodotto e arti visive, con particolare attenzione allo sviluppo di pratiche progettuali orientate alla sostenibilità.

Al centro delle sue ricerche vi sono l’impiego di materiali di origine naturale e il dialogo tra produzione industriale e lavorazione artigianale, considerati elementi fondamentali per ripensare i processi creativi e produttivi. L’approccio di Moradei integra metodologie progettuali con gli studi di moda, il critical design, le teorie neomaterialiste e i principi dell’ecologia, offrendo una prospettiva interdisciplinare che mira a promuovere modelli di design più responsabili e innovativi.

Prototipo di top in micelio Mycotex. Photo credit: New Fashion Factory.

Ho avuto modo di conoscere il lavoro di Clizia Moradei attraverso il suo volume Moda Interspecie. Funghi e pratiche del reincanto, un testo che propone una riflessione innovativa sul rapporto tra moda, natura e progettazione. L’opera conduce il lettore in un percorso di ricerca che indaga il “sottosuolo” della moda, mettendo in luce nuove prospettive capaci di trasformare il modo di concepire il design grazie al dialogo con il mondo fungino. Il libro prende le mosse dal crescente interesse che, nell’ultimo decennio, ha coinvolto i funghi, divenuti protagonisti di un fenomeno culturale che ha superato i confini della biologia per influenzare

discipline come l’arte, il design e la moda. Organismi per lungo tempo considerati marginali assumono così un ruolo centrale, offrendo nuovi modelli di relazione e di progettazione.

Attraverso il concetto di paradigma interspecie, Moradei invita a ripensare il ruolo del designer, proponendo un approccio che trae ispirazione dalla complessità, dalla capacità rigenerativa e dall’intelligenza ecologica dei funghi. Ne emerge una visione della moda più consapevole e sostenibile, in cui il progetto non è più inteso come semplice produzione di oggetti, ma come pratica relazionale capace di instaurare un dialogo con gli ecosistemi viventi e di generare nuove forme di creatività e responsabilità.

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