Artiste e artisti

TESSUTI VIVENTI: LA PRATICA IMMERSIVA DI KATSURA TAKASUKA

| di Maria Rosaria Roseo |

Nella pratica di Katsura Takasuka il tessile non è mai materia neutra: è archivio, sistema di pensiero, dispositivo critico e mezzo per interrogare il futuro. Fin dall’inizio del suo percorso, il tessile si configura per lui non come semplice medium, ma come luogo originario da cui interrogare il presente.
Nato a Tokyo nel 1986 e formatosi in design tessile presso la Tokyo Zokei University, dove ha conseguito anche un master nel 2011 e oggi insegna, Takasuka sviluppa una ricerca che prende il tessile come chiave per indagare la relazione tra essere umano e natura, considerando la genesi e la produzione dei materiali come processi profondamente radicati nella storia dell’umanità. Attraverso lo studio di seta, cotone, canapa e lana e delle loro tecniche di lavorazione, egli prende progressivamente distanza da una prospettiva antropocentrica, sostenendo la necessità di una visione imparziale ed equilibrata dell’interdipendenza tra umano e non umano.

Per Takasuka, lavorare con i tessili significa comprendere chi li ha prodotti, la specificità della regione e le tendenze storiche del tempo in cui sono stati realizzati. In tale profondità egli individua uno strumento per interrogarsi su quale futuro l’essere umano voglia costruire.

Il contesto culturale giapponese, segnato da terremoti, tsunami e tifoni, ha contribuito a modellare in lui una visione fondata sulla coesistenza con una natura non controllabile, anziché sulla sua opposizione, radicando nel corpo collettivo l’idea che natura e umanità non debbano essere separate. Fin dall’infanzia egli osserva la bellezza di insetti, piante e minerali, riconoscendo nella propria pratica la ricerca di una bellezza che emerge dall’essere umano in quanto parte della natura stessa.

Nella visione dell’artista, arte, scienza e tecnologia non sono discipline separate, ma componenti di un unico movimento creativo. La scienza consente di comprendere e progettare, la tecnologia mostra come questa comprensione diventa pratica collettiva, e l’arte nasce dall’attrito tra queste forze, trasformando conoscenza e azione in una visione orientata al futuro. In questo contesto, l’arte assume una valenza simbolica: come semi piantati nel presente, le opere contengono il potenziale di svilupparsi nel tempo e incidere sul domani.

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